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ArtigianatoXII secolo - oggi Ancora viva

I Laveggi — Arte della pietra ollare

Chiesa in Valmalenco · Valmalenco

Antica tradizione di lavorazione della pietra ollare (pietra saponaria) per fabbricare pentole, stufe e oggetti d'uso. Praticata in Valmalenco da secoli.

La pietra ollare (dal latino 'olla', pentola) è una pietra tenera e refrattaria che si trova in abbondanza in Valmalenco. Da secoli i 'laveggiari' la lavoravano al tornio per creare pentole (laveggi), stufe e oggetti domestici. La pietra ollare ha la proprietà di accumulare e rilasciare lentamente il calore, rendendo i laveggi perfetti per le cotture lunghe. Le stufe in pietra ollare sono ancora oggi un simbolo delle case valtellinesi.

Contesto storico

La lavorazione della pietra ollare in Valmalenco è documentata sin dall'antichità — già Plinio il Vecchio la menzionava. Attestazioni di lavorazione al tornio a Piuro risalgono al XV secolo. I laveggi venivano esportati in tutta Europa attraverso i passi alpini.

Lo sapevi?

La pietra ollare si scalda lentamente e poi restituisce il calore in modo uniforme e prolungato, senza punti che bruciano in corrispondenza della fiamma: per questo il laveggio resta la pentola ideale per le cotture lente. La tornitura non si può automatizzare, perché la roccia va sentita con le mani mentre gira sul tornio, e i pezzi vengono spesso cerchiati con anelli di rame per rinforzarli. Il giacimento di cloritoscisto verde, la varietà più pregiata, ha qui in Valmalenco uno dei suoi filoni più importanti.

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