Violino di capra
Prosciutto di capra stagionato tipico della Valchiavenna. Il nome deriva dal gesto di chi lo affetta, simile a suonare un violino.
Storia e origini
La lavorazione e la salatura delle carni di capra appartengono a un'antica tradizione alpina di conservazione, legata all'economia di montagna della Valchiavenna. Il nome richiama il gesto di chi affetta il pezzo tenendolo appoggiato alla spalla e facendo scorrere il coltello come un archetto sulle corde. A fissarne la denominazione fu il poeta chiavennasco Giovanni Bertacchi, che lo citò nel 1930. Oggi è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Lombardia, ed è tutelato da un presidio che impegna i produttori a usare carne di capre allevate localmente e a rispettare le tecniche tradizionali.
Ingredienti
Lo sapevi?
Per affettare il violino si tiene la coscia di capra sulla spalla, come un violino, e si taglia con il coltello come se fosse un archetto. Questo gesto tradizionale è diventato il simbolo del prodotto.
Informazioni
Macellazione autunno-inverno, stagionatura 3-6 mesi