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Erbaflora

Grano saraceno della Valtellina

Fagopyrum esculentum

“Furmentùn” in dialetto

Valtellina

Non è un cereale ma una poligonacea. La sua farina grigia è l'ingrediente base di pizzoccheri, sciatt, polenta taragna e chisciöi.

Il grano saraceno non e un cereale ma una poligonacea, arrivata in Valtellina intorno al Cinquecento attraverso le rotte commerciali con l'Europa orientale e l'Asia. Pianta rustica, resistente al freddo e a ciclo breve, si adatto bene ai suoli poveri e alle quote di montagna, dove permetteva di sfruttare i campi nei mesi estivi dopo la raccolta di segale e patate. La sua coltivazione tocco la massima diffusione nella prima meta dell'Ottocento, per poi declinare con il Novecento perche la lavorazione sui versanti e la raccolta erano troppo faticose. Nel dialetto locale e conosciuto come fraina o farmentun. Dalla macinazione si ottiene una farina grigia dal profumo intenso, base di pizzoccheri, sciatt, polenta taragna e chisciol.

Habitat

Si coltiva su suoli poveri e versanti soleggiati di mezza montagna, dove la sua semina tardiva sfrutta la stagione calda. Oggi alcuni produttori dell'area di Teglio ne stanno recuperando la coltivazione in piccole produzioni artigianali.

Lo sapevi?

Il grano saraceno non è un cereale (non è una graminacea) ma una pianta della famiglia del rabarbaro. Fu introdotto in Valtellina nel XV-XVI secolo e divenne la base dell'alimentazione locale perché cresce bene a quote dove il frumento non matura.

Informazioni

Stato di conservazione

Comune

400 – 1200 m
Periodo di osservazione
GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDic
Commestibile

Sì

Uso tradizionale

La farina scura del grano saraceno e l'ingrediente che definisce la cucina valtellinese: pizzoccheri, polenta taragna, sciatt e chisciol nascono tutti dal suo impasto. Per secoli ha rappresentato uno degli alimenti fondamentali della dieta contadina alpina, fino all'inizio del secolo scorso.

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