
Cultura e luoghi storici
Santuario di Gallivaggio
Foto: Oursana · CC0 · fonte
Incastonato sotto una parete di roccia strapiombante (la "mòta séca") lungo la Statale 36 verso il Passo dello Spluga, il Santuario della Madonna di Gallivaggio sorge nel punto dove, il 10 ottobre 1492, due ragazze che raccoglievano castagne videro apparire la Vergine. L'edificio attuale, eretto tra il 1598 e il 1603 e consacrato nel 1615, custodisce affreschi di Giovanni Domenico Caresana, dipinti di Cesare Ligari e un gruppo ligneo dorato del 1631 che raffigura l'apparizione, oltre a un campanile isolato del 1731 e alla Scala Santa di 72 gradini. Sospeso tra fede e pietra, è da secoli uno dei luoghi più suggestivi e identitari della Valchiavenna. Dal 2018 è chiuso per i danni di una grande frana: i lavori di restauro sono in corso e la riapertura ai fedeli è attesa entro fine 2026.
Come arrivare
Lungo la Strada Statale 36 dello Spluga, frazione Gallivaggio, comune di San Giacomo Filippo (SO), in Valchiavenna, a circa 800 m di quota. Raggiungibile in auto da Chiavenna in direzione Passo dello Spluga; il santuario si trova proprio a bordo strada, ai piedi della parete rocciosa.
Lo sapevi
Il santuario è considerato "scampato" alla frana del 2018: nonostante circa 6.700 m³ di roccia si siano staccati dalla parete che lo sovrasta, l'edificio è rimasto in piedi, episodio letto dalla popolazione locale come un segno della Provvidenza. La parete strapiombante che incombe sul santuario è chiamata dagli abitanti "mòta séca".
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